Niente persone perfette, grazie.

Questa società è strana.  E’ tutto molto incomprensibile.

Se sei sensibile ti dicono che devi  indurirti, se sei romantico devi diventare cinico, se ti commuovi davanti al tramonto, sei una mammoletta, se provi sentimenti per qualcuno, sei un caso umano. Dateci la possibilità di essere quelli che siamo, cribbio! Anche con le nostre stranezze.

Eh si, noi siamo strani. Sempre in balia delle tempeste interiori. A volte annoiati. Spesso  insoddisfatti.

Vorremmo essere razionali e avere un approccio alla vita meno emotiva.

Vorremmo poter infischiarcene dei giudizi degli altri e non tormentarci sempre sui se e sui ma.

Vorremmo poter essere più individualisti, calcolatori, seguire l’onda del menefreghismo e del chissenefrega.

Vorremmo fare le scarpe ai colleghi e raggiungere i nostri obiettivi in un battito d’ali, senza sacrifici.

Le donne vorrebbero essere sempre fighe. Sempre perfette. Avere le tette di Belen, il fisico di Pamela Prati e il fidanzato di Amal. Avere i capelli tirati, il trucco perfetto, il completo giusto per ogni occasione. Fermare il tempo e non stare sempre a radiografare la cellulite, i cm. di culo flaccido,  le tette calate.  Gli uomini, un fisico alla Hugh Jackman, fidanzate alla Nicole Kidman e poche  responsabilità.

Vorremmo avere un conto gonfio di verdoni, per poter andare a fare shopping a via Condotti, prendere il jet privato, girare i mondo e pubblicare su instagram la nostra vita meravigliosa.  Sorseggiare champagne sui nostri panfili.

Vorremmo poter tornare indietro di 15 anni, goderci i  momenti con il ragazzo/a della nostra vita, vivercelo fino in fondo e dirgli tutto quello che non gli abbiamo detto mai. Cambiare qualche tassello della nostra vita, smuoverla e farla ripartire da dove era meravigliosamente semplice. Cambiare le strade tortuose che abbiamo intrapreso.

Ci vogliono sempre vincenti, indifferenti, razionali e con il cuore di pietra. Le fragilità sono bandite.

E invece eccoci qui. Ammaccati, mai perfetti, insicuri, a volte sorridenti, altre incazzati neri. Sempre di corsa, tra un impegno e un altro, senza mai riposarsi. Imperfetti.

Anche questa mattina abbiamo aperto gli occhi e non siamo Beyoncè. Magari più un misto tra Bridget Jones e Maga Magò. Volevamo essere tante persone, tante cose, tanti lavori.

Ma siamo noi.

Con i nostri lunatismi e le nostre fragilità.

E non sono cose da tenere nascoste. C’è da andare fiere di quello che siamo.

Ognuno di noi ha diritti di essere ciò che è, anche se oggi si cerca il miraggio della perfezione.

Fateci piangere e non rompete.

Fateci essere farfalle libere di volare di fiore e fiore e far vedere i nostri colori a chi cazzo vogliamo.

Diteci pure che siamo instabili, criticateci. Ma avere il contatto diretto con noi stesse ci  permette di vivere sulla cresta dell’onda.

E noi non siamo fossili. Né aringhe andate a male. Abbiamo bisogno di quello che oggi è incomprensibile a molti: autenticità e coraggio.

E noi questa vita stronza la vogliamo cavalcare fino in fondo.

The Pink Blonde Pepper

 

 

 

 

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