Sento puzza…di maschilismo andato a male

 

Quando si è particolarmente nervosi, non si dovrebbe scrivere. Occorrerebbe infilarsi i guantoni, correre in palestra ed allenarsi con qualche tronista pompato, di quelli che passano più tempo a guardarsi allo specchio che a guardare le nostre tette, per intenderci. Ma non avendo né tempo né voglia, oggi scriverò stilettate a destra e a manca,  lasciando fluire ogni pensiero. Sono giorni che ho un cerchio alla testa. C’è in me un disgusto generalizzato, una nausea pre mestruale.

Sono molto stanca e molto disillusa. Inizio ad incazzarmi con la rassegna stampa della 7.30. Le prime pagine sono tutte uguali da mesi: legge elettorale, Trump,  il caso Consip, Renzi e famiglia, la  disoccupazione alle stelle… però il Pil è aumentato dell’1,1%, che culo. In tutto questo caos, un tema spessa dibattuto è quello sulla parità dei sessi, sulle quote rosa, e sul maschilismo. Qualcosa si è mosso insomma, anche in un paese come il nostro.

Qualche anno fa, un mentecatto di buona famiglia e con un’ istruzione medio alta, fece un discorso aberrante sulle donne e sul tempo che passa. In poche parole, superati i 35 anni, una donna è destinata a una lenta decomposizione, diventa meno attraente, è meno fresca e quindi, meno interessante. Non so come feci a tenermi. Gli uomini invecchiamo e sono fascinosi le donne, sono stracci da buttar via.

Cos’è questo? Un maschilismo andato a male? Non è un caso isolato, negli anni passati molti altri conoscenti, tra una battuta e un’altra se ne sono usciti con frasi del tipo “sbrigati a trovarti marito, che tra poco non ti vorrà più nessuno”. E per quale motivo, di grazia? Perché si vedranno di più le occhiale, avrò le tette meno sode e le rughe di rappresentanza che solcheranno la mia fronte? Pazienza. Se saprò mantenermi riuscirò lo stesso ad essere decentemente carina. Magari meno fresca. Ma chissenefrega. Mai nessuno che dica una frase del genere a uno stagionato single di 45 anni.

Belli miei, non è che voi a 50 anni, siete al top della prestanza fisica.  Il tempo passerà anche per voi. Le rughe le avrete anche voi. La panza calante idem (e spero solo quella). Quindi, o siete Brad Pitt, o tacete.

Fingete di considerarci vostre pari, e invece in casa  vi allungate sul divano e fate fare il 90% alle donne. A lavoro, non ne parliamo. Qualcuno un giorno mi disse: “ma tu sei una donna, non c’è bisogno che fai carriera, per me che sono uomo è diverso”. Altra frase infelice. Si può essere madre, moglie e anche manager, volendo. Basterebbe avere qualche possibilità in più di voi uomini. Se una donna vuole fare carriera, è vista come strana.  Mi torna in mente il film “la sposa perfetta”con protagonista Nicole Kidman. Sappiate, che la maggior parte degli uomini ci metterebbe la firma ad avere una donna telecomandata che fa tutto quello che dicono loro.

Non c’è niente da fare, siamo ancora ai tempi di Catullo. Solo che lì c’era più poesia. Sapete cosa non è per niente poetico? Dover fare il doppio degli sforzi per dimostrare di essere in gamba a lavoro. Se avessi la barba e un’arnese inutile tra le gambe sarebbe tutto più semplice.

Non posso fare a meno di borbottare quando qualcuno a me vicino dice a mio figlio “ perché gli uomini sono più forti”, oppure “quelle sono cose da donne, lasciale stare”.  Eh no. Se mio figlio vuole giocare con la cucina, ci gioca. Punto. Lo stesso vale per le barbie delle amichette…Deve sperimentare. Questa distinzione inizia da bambini. E da adulti diventerà parole in circolo senza senso, se non le arginiamo.

Ne ho sentite tante, forse troppe. Dalla frase che giustifica solo il tradimento maschile, sino alla concezione che una donna che non è brava a fare i “lavori” di casa non vale una ceppa. Io a questo punto mi dichiaro apertamente: non so cucinare, stiro da cani, sono disordinata, e non potrei mai fare la governante di casa Windsor. Non sono sposata a 35 anni, ho un figlio fuori dal matrimonio e  nella vita voglio semplicemente seguire i miei sogni. Lottare fino all’ultimo, non perché la mia lasagna possa fare invidia a Chef Cracco, ma per raggiungere ciò che desidero.

E se il letto è fatto male, non me ne frega un cazzo. Se non so cucinare come la mamma di Joe Bastianich, non mi strapperò i capelli, né mi sentirò inferiore a chi sforna soufflè come se non ci fosse un domani.

E a chi pensa che noi donne stiamo bene dentro casa (e fidatevi sono in molti), vorrei dire che invece voi non state bene neanche come condimento per le scatolette dei gatti. Piuttosto, iniziate a tirate fuori i gingilli per mantenere in piedi il vostro matrimonio, e iniziate a spiegarci perché  la mogliettina la volete in  casa, ma quella che abitualmente vi sbattete è quasi sempre una donna in carriera.

The Pink Blonde Pepper

 

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