Le vacanze estive:mamme sull’orlo di una crisi di nervi

 

Da qualche giorno nella capitale si respira un’aria frenetica. Siamo tutti agitati, su di giri, sempre di corsa da una parte all’altra della città. E’ un momento difficile, difficilissimo. Stiamo sprofondando nell’ansia e nella frustrazione. Un fine mese molto stressante. Non tanto per il ritiro calcistico del capitano. Diciamo che anche questo per noi romani è uno scossone pesante.

Ma c’è dell’altro. E il tempo stringe. Mancano due settimane. Ufficialmente venti giorni. Poi, apriranno i cancelli per l’ultimo giorno e tanti mini piccoli Ninja saranno liberi di andare in giro, correre, fare capricci per 24 ore di seguito, dall’alba al tramonto. Le maestre brindano la fine della scuola con fiumi di prosecco. I bambini pregustano l e vacanze estive. E le mamme, sono già sull’orlo di una crisi di nervi. Qui bisogna organizzare tutto alla perfezione. La prima parte delle vacanze estive va studiata con attenzione. Dove saranno sistemati i nostri duracell  pieni di grinta e di energia? Dai nonni? Le più fortunate optano per la doppietta nonni-campo estivo, che sarebbe la migliore. La mattina si dedicano a tutti gli sport con altri loro coetanei, tornano a casa ad ora di pranzo, mangiano, si riposano e alle 17.30 arrivano i genitori. La soluzione ideale. Certo per le mamme ipocondriache come me, la scelta del campo estivo è un momento catartico:  bisogna vedere se la struttura è bel ventilata, se ci sono delle sale fresche per le attività di gruppo, se le piscine sono a norma di legge, e se gli animatori/istruttori sono  adeguati al ruolo che ricoprono. La sicurezza prima di tutto. Alcuni centri estivi, ad esempio, prendono bimbi dai 4 anni in su. E Chicco ne ha tre e mezzo. In questo caso, ragazze, non disperate. Scatta l’opzione “convincimento pietoso”: dovete insistere e buttarla sul patetismo, spiegare che il bimbo farà 4 anni di lì a poco che è indipendente e che è molto sveglio. Alla fine, cederanno.

Insomma, cosa vi credete, che arrivano le vacanze estive e siamo tutte felici e contenti? Qui siamo in uno stato di nevrosi costante, altroché.

La prima fase è delicata: in breve tempo occorre sistemare i pupotti per 6 ore al giorno almeno. Le amiche lavorano, le zie idem. Niente. Il campo estivo è la soluzione migliore. Quindi come cecchini si cerca il migliore della zona. Che di solito risulta essere anche il più caro. Sistemato il primo mese, siamo solo all’inizio: mancano ancora 60 giorni da riempire. Le ferie con i bimbi, le vacanze per tutta la famiglie, organizzarsi con i papà… Ma siccome il buon Dio ci ha fatto delle caterpillar  e soprattutto delle ottime organizzatrici, la maggior parte di noi per metà giugno avrà già organizzato tutto.  Io che mi riduco sempre all’ultimo, quest’anno ho già lo schema sotto gli occhi. Ogni mese è cadenzato, organizzato al minimo dettaglio. Chiaramente, sempre se non ci sia un contrattempo pestilenziale. Su quello, posso solo alzare le mani. L’estate è il periodo più bello dell’anno,  e noi mamme facciamo di tutto per renderlo magico. Rischiamo l’esaurimento. Ma alla fine il risultato è stupefacente.

Dopo aver organizzato i primi mesi tra nonni e campi scuola è arrivato il momento di prenotare per la vacanza tutti insieme appassionatamente. Agosto, ferie e mare. Oppure agosto, ferie e città europee. Oppure, agosto montagna, trekking e vacanze in tende. Oggi la parola d’ordine è stupire. Organizzare che ne so, una crociera in giro per il mondo, oppure una scalata a Machu Picchu, una traversata oceanica in catamarano.  Crediamo sempre che portare i bambini in giro per il mondo gli dia una chiave di lettura diversa. Ed è assolutamente vero. Vedere e conoscere città e paesi diversi dai nostri, permette ai bimbi di crescere con una maggiore apertura mentale. Però, insomma, c’è tempo.

Quando ero piccola io, non c’era molta scelta: trascorrevo luglio alla casa al mare con il nonno e la mamma ed agosto in montagna, tra galline, pecore, mucche e paesani. Voi non ci crederete ma le vacanze più belle che ricordo sono quelle più semplici. In fin dei conti i bambini hanno bisogno di poco: uno spazio aperto,  gli animali, il mare, il gelato e gli amichetti. Non è che uno debba per forza andare al villaggio a Miami, o a Dubai, tanto per fare un paio di esempi.

Un po’ di ritorno alle origini non farebbe male. Io giocavo con le oche tutta l’estate mangiavo nutella e andavo nei boschi a  passeggiare con gli zii. Non sarà stata una vacanza fashion, ma ricordo tutto con grande emozione. Il contatto con i parenti, le sagre di paese, l’orto del nonno.

Quindi non, c’è bisogno che ci esauriamo anche per organizzare la vacanza perfetta.

E comunque, facciamo outing e per una volta e ammettiamo che la vacanza per chi ha i figli non esiste. E’ un relax a intermittenza, fatto un po’ di incazzature, un po’ di tranquillità, e un po’ di capricci.

Io sono felicissima di trascorrere 25 giorni con il mio bambino. Ma un po’ sono preoccupata. Quando diavolo mi  riposo? Che madre pessima.

La soluzione c’è. Basterebbero quattro giorni in una spa con le amiche, o in un’isola deserta (sempre con le amiche o ancora meglio con un bel ganzo). Cado dal letto e mi sveglio sudata.

Ci aspettano tre mesi che in confronto il tagatà del Luneur era una seduta di Yoga.

E anche qust’anno…ci riposiamo il prossimo.

Olè!

The Pink Blonde Pepper

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