I miei primi 35 anni

 

Passatemi una barbie, oggi voglio trascorrere la giornata a giocare con ken, Skipper e tutti gli amici della Mattel.

In un battito d’ali mi sono trovata adulta, mamma, separata, lavoratrice e sto scavallando i 35. Quando ero adolescente vedevo quelli sopra i trent’anni come dei matusalemme la cui vita era ormai segnata. Vedevo quell’età talmente distante che a forza di fare cazzate non mi sono neanche accorta di esserci quasi arrivata. Anzi, ci sono arrivata. Oggi metto una tacca importante. Lo dico ad alta volte, una sola volta, poi non lo dirò mai più: vado ufficialmente per i quaranta.Un brivido freddo mi attraversa la schiena.

I quaranta. I quaranta. Santo dio, ma siamo sicuri? Datemi un amuleto e fatemi tornare indietro di 15 anni, non sono ancora pronta per essere adulta con la A maiuscola! Dicono che si diventa grandi dopo i 25 anni. Forse la dea della maturità ha citofonato al portone sbagliato. Perché io onestamente, così seriosa e responsabile, ancora non mi ci sento. Però, un conto è sentirsi Forever Young un conto è sentire il peso degli anni che aumentano drasticamente. Quest’anno ho avuto tre tonsilliti in un mese, mai avute. La schiena si è bloccata per 1 giorno e quando sono tornata alle 4 di notte, ci ho messo 3 giorni per sentirmi di nuovo in forma. Quindi, al di là di tutto, di testa sarò anche venticinquenne, ma di fisico…da rottamare. Una chiavica.

Ad ogni modo, queste 35 candeline da soffiare mi rendono euforica. Non mi interessa se avrò le rughe, le tette calate e i muscoli che giocano a briscola.

Ho ancora tante cose da fare, e quest’anno ho deciso di segnarmele tutte. Ho chiuso con “sì, ma, poi vedo”. Da quest’anno si fa sul serio.

Iniziamo:

  • Visto che un figlio già l’ho fatto, voglio buttarmi a capofitto nell’educazione dell’erede. Voglio insegnarli ad essere educato, fiero, onesto, coraggioso.E soprattutto non deve in alcun modo azzardarsi a mettere vicino al termine mamma quello di “vecchia”. Pena: lancio dei Playmobil dal balcone. Senza se e senza ma.

 

  • Non devo più pensare malinconicamente al passato, come se fossi una arrivata alla fine della sua vita. Quello è andato è sta bene dove sta, ora si pensa al futuro. Il futuro sono le passioni, gli amici e i bei luoghi da visitate. Si fottessero gli ex stronzi, i ghosting e tutti i personaggi che hanno condito la mia vita. Anzi, sapete cosa vi dico? Vi ringrazio. Tutti quanti. Avete reso la mia vita più frizzante e meno monotona. Ora però non pensate che ve la dia di nuovo perché la questione è chiusa.

 

  • Devo essere meno rincoglionita. Sì. Devo buttarmi un po’di più. Praticamente faccio sesso ad anni bisestili. Devo darmi una svegliata, e se mi piace un ragazzo devo andarci come se non ci fosse un domani. A forza di aspettare l’anima gemella, mi sta crescendo la barba di Ulisse e la gobba di Quasimodo. Non se pò’. Si può dire che me la sono chiusa per ferie. E’ anche arrivato il momento di fare meno la Monaca di Monza e in po’ più la donna. Certo, se ci provano quelli con la dentiera, o quelli sposati, preferisco fare yoga. Ma sono sicura che in questa bella città, qualche bel ragazzo esisterà. Astenersi coatti, grazie.

 

  • Provare l’esperienza Toy boy. Avete visto Madonna? Il suo elisir di giovinezza sono i toy boy che cambia in base a come tira il vento. Sono perfetti: ti fanno sentire giovane, non rompono, non pretendono ed hanno una tenuta che in confronto Rocco Siffredi è un pensionato.

 

  • Devo provare anche qualche ammenicolo sexy. Che so, quella specie di “palline” che usa Christian Grey nel film. Magari con uno come lui però. ripensandoci, non lo so. Non sono tipa da stanze rosse e bondage. Se me lo chiedesse Ryan, sarebbe diverso.

 

  • Devo imparare a dire più spesso “si”. Come in “Yes Man”. Della serie: andiamo nel locale di moda? Partiamo per due giorni per il polo nord? Facciamo sesso per strada? Me la dai? Posso frustrarti? Forse questo è leggermente esagerato. Ma voglio che il karma dei miei 35 sia: sperimentare.

 

  • Devo tirarmela di meno ed essere meno esigente. Per me sono tutti brutti, non mi piace mai nessuno. Se la reputo una persona di valore, ci devo provare, diavolo. Non sono Belen e non aspiro ai Gabriel Garko ma negli ultimi tempi sono quasi insopportabile: quello non va bene perché ha un neo sulla guancia, quell’altro si veste male, quell’altro ancora ha una camminata che non mi convince. Altro termine Karma: pazienza.

 

  • Basta con il rancore. E’ giunto il momento di mettere da parte il rancore verso chi mi ha ferito. Troppe energie sprecate. Faccio meno fatica a sedermi sulla sponda del fiume ed aspettare che il cadavere passi…Per poi prenderlo a calci in culo.

 

  • E sopratutto basta con i cretini. Basta con i Peter pan, gli indecisi, i fidanzati dei giorni pari, i padri di famiglia, le minestre riscaldate e gli scopa- amici. C’è bisogno di dare una bella ripulita nei rapporti con l’altro sesso. Tanto ormai ho il taccuino pieno di storie da raccontare. Mie e delle mie amiche .Il blog non ne risentirà. E la mia psiche invece ci guadagnerà anni di salute.

 

  • Escludere i rimpianti dalla mia testa. Tanto sono inutili. Non mi volevano. Punto. Non l’ho voluto io? Non era il momento. Avanti il prossimo.

 

  • Imparare a chiedere scusa. Quando si sbaglia, va fatto. Non sempre, va bene una volta ogni due anni. Quindi il mio 2018 sarà l’anno dei mea culpa.

 

  • Cercare di uscire con un ragazzo “normale”. Frequentarlo. Vivere una storia serenamente. Basta con le storia sulla cresta dell’onda. Non sono una surfista, e iniziano a darmi il mal di testa.

 

  • Uscire più spesso con le mie amiche, quelle vere però. Tenersi da conto solo le persone a cui vogliamo davvero bene ed estirpare le erbacce che non fanno germogliare bene le piante. Basta fare beneficenza.

 

  • Fumare meno sigarette. Massimo 7 al giorno, con il permesso straordinario di aumentarle solo se attraverso un periodo di stress. O se faccio il mondialitos del sesso.

 

  • Essere meno ipocondriaca. Mi sono rotta il braccio? Pazienza, si aggiusterà. Ho vomitato tutto la notte perché Chicco mi ha attaccato la febbre gialla? Pazienza. Un po’ di fatalismo ogni tanto non guasta. Chiaro che se non guarisco, mi faccio direttamente ricoverare.

 

  • Ogni tanto andare dal chirurgo e vedere se posso sistemarmi qualcosina. Ragazze, anche l’autostima è importante. Di certo non ho intenzione di rifarmi le grandi labbra. Ma se dovessi vedermi come la strega di Biancaneve, non vedo perché non possa fare qualcosa.

 

Ecco qui, i miei buoni propositi sono tutti in fila e ben descritti. Sono al giro di boa. Mi sento strana, un po’ mi tremano le mani. Poi mi guardo allo specchio e ripenso alla ragazza con i denti da castoro piena di sogni e di progetti.

E vedo che, nonostante siano passati diversi anni, quella ragazzina è ancora qui. Probabilmente un po’ più stanca e ansiosa. Ma sempre con una miriade di progetti e  sogni ne cassetto.

Tanti auguri a me.

The Pink Blonde Pepper

 

 

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