Caro principe azzurro, siediti. Dobbiamo parlare.

Caro, dolcissimo e impegnatissimo  principe azzurro,

siediti cinque minuti accanto a me. Prenditi una sigaretta, manda giù una tequila e ascolta quello che ho da dirti.

Non è piacevole aspettare per anni che tu faccia i tuoi dannati comodi senza pensare mai un momento a me. Cosa ti succede?

Una volta mi sembravi coraggioso, leale e protettivo. Ammetto che sul modo di vestire eri un po’ antico. Insomma, la calzamaglia è chiaramente anti sesso, lo sanno tutti. Ma al di là di questo, tolto dai tuoi abiti ridicoli e pomposi vedevo un grande potenziale in te. Invece, vorrei capire cosa è accaduto negli ultimi trent’anni. Ti sei involuto, vecchio mio. Sei diventato una macchietta di te stesso.

Sugli outfit devo dire che il tuo stylist ha fatto miracoli: le poche volte che ti incrocio, non mi fai venire voglia di metterti vicino alle barbie o come soprammobile vintage in camera da pranzo. Il capelli lunghi e lucidi (a proposito, che balsamo usavi?), sono stati sostituiti con un taglio corto, più adatto a questi tempi e alla vita caotica delle grandi metropoli. Dal cavallo bianco sei passato ai motori. E così abbiamo risolto anche l’afrore degli equini sulla tua pelle, che, voglio dire, non era proprio il massimo. Sopratutto quando ti sfilavi gli stivali.

Si potrebbe dire che ti sei adattato ai tempi. E questo ti fa indubbiamente onore. Ma fermati cinque minuti e ascoltami. Ci sono una serie di cose, vecchio mio, che stanno rischiando di farti diventare un povero inetto senza palle. Mi piacevi più prima, sai? Seguimi.

1-So che non sei più ricco, che hai perso tutti i beni e che la crisi è arrivata anche al castello. Cioè, dal castello sei dovuto passare a un piccolo appartamento modernamente arredato. E lo capisco. Ti sei dato da fare ed hai trovato un lavoro. E questo ti fa onore. Ma dio santissimo. Non è possibile che quando usciamo insieme sia quasi sempre io a pagare. Andiamo a cena fuori e non c’è una volta che fai il gesto. Se strisci qualche volta, non morirai di alopecia, ne sono sicura. Oltretutto, non sono così esigente. Possiamo anche andare al Mc Donald dietro casa: risparmiamo di benzina e miglioriamo l’umore. La nouvelle cousine, è così dannatamente scialba. Ogni tanto, non dico sempre.  La parità è giusta e legittima, ma  non te ne approfittare troppo. Siamo sempre donne e amiamo essere viziate.

2- Sei bello, quello lo sanno anche i muri. Ed è molto entusiasmante sapere che quel bel pezzo di fisico, sotto le lenzuola sia tutto mio.  Insomma, dai. Chi dice che l’aspetto non conta o non ci vede o è un cesso a pedali.  Ma non c’è bisogno che trascorri le ore davanti allo specchio fregato alla tua matrigna… a metterti cremine, a vedere se oggi le nasogeniene sono più evidenti di qualche tempo fa.  E non può neanche farmi aspettare le ore per un appuntamento perché devi incipriarti il naso per bene e indossare il capo più cool. Vogliamo parlare di quando mi guardi e mi chiedi se la camicia beige stia bene con il tuo incarnato lampadato? Diamine, queste sono cose più da donna che da uomo. Sono contenta che tieni al tuo fisico. Soprattutto quando mi fai vedere gli addominali. Ma non puoi rimandare  le uscite con me perché devi andare a fare tre ore di palestra e dopo puoi cenare solo con l’insulso petto di pollo. L’ormone potrebbe scendere ai minimi storici.  Quindi, fammi un favore:  cerca di essere meno vanitoso, altrimenti fai la fine di Grimilde.

3-  Sei spesso scostante, bello mio. Un giorno sei tutto presente e il giorno dopo non ti degni neanche di mandare un messaggio. La sera fumi erba per caso? Le fatine ti passano qualche spinello sotto banco? Voglio dire, non c’è bisogno di lanciarti in proclami d’amore per poi diventare freddo con un pezzo di ghiaccio il giorno dopo. Basta meno, molto meno.

4-  Non esiste che debba essere sempre io a fare il primo passo. Un tempo, arrivavi sotto casa con il tuo cavallo, un mazzo di fiori di campo e ti dedicavi a me anima e corpo. Oggi invece, sei sempre stanco, gli slanci d’amore sono svaniti e pretendi che sia io a indossare i pantaloni.  Invece di chiuderti con X Factor, muovi il culo e organizza  qualcosa di speciale. Sforzati di farmi sentire speciale almeno ogni decennio, diamine. E non solo quando fa comodo a te.

5- Un tempo eri un decisionista, uno che sceglieva la sua donna ed era per sempre. Uno che dichiarava amore eterno, non tanto per, ma perché lo sentiva. Oggi invece mi tieni parcheggiata. Rimani con me ma non vuoi sposarti, la convivenza è esclusa. Meglio ognuno a casa sua. Sei diventato un bambinone infantile che non vuole assumersi le sue responsabilità. Che prima dice una cosa e poi se la rimangia. Che preferisce le partite di calcetto e gli amici al posto di una serata romantica con la tua donna.

6- Sei diventato un bugiardo patologico. Guardi le tette e i culi di tutte le donne che ti passano davanti e poi neghi di averlo fatto. Cosa credi, che non sappia della tua scappatella con Aurora? E vogliamo parlare dei messaggi quasi hard con  quella gatta morta di Biancaneve? Se ti vuoi divertire, fai pure. Ma non venirmi a dire che io sono l’unica, perché alla prossima frase di questo tipo, ti abbrustolisco le palle.

Insomma in questi ultimi venti anni, sei cambiato. E molto. E non in meglio.

Sei diventato un mezzo uomo narciso, egocentrico, con poco spessore e una superficialità inaudita. Il tempi cambiano, questo lo so.  Ma vecchio mio, nei sentimenti valgono sempre le stesse regole di un tempo. Altrimenti, sai che ti dico, io me ne scappo con tuo cugino Peter Pan, almeno lui non promettere di essere chi non è. Chiaro, anche il suo vestito deprime l’ormone.. ma se non altro, so con chi ho a che a fare.

Ah, per inciso. Che tu abbia un pisello grosso è interessante, ma non è un valore aggiunto se i tuoi neuroni sono tutti concentrati lì sotto.  Quindi tiratela di meno.

Dai, sono sicura che ce la puoi fare.

Immensamente tua,

The Pink Blonde Pepper

 

 

 

 

 

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