Rughe, ho deciso che vi perdono

Care rughe, sono passati tanti anni da quando siete entrate nella mia vita.

Ricordo ancora il momento in cui inaspettatamente vi presentaste davanti la porta di casa.

Ero in bagno e avevo appena passato una notte di bagordi in giro per la capitale con le mie amiche.

A quei tempi, quando dovevo uscire non trascorrevo le ore con il mio fondotinta Dior a cercare di dare al mio viso una parvenza di normalità. Infilavo un paio di tacchi, una giacca jeans, mettevo il rimmel e via. Ero pronta per la nottata queen of the night.

Quella mattina di marzo, fu per me un colpo al cuore. Per la prima volta, specchiandomi vidi un viso diverso. C’era qualcosa di strano. Qualcosa di orribilmente frustrante. Intorno alla mia bocca due di voi, si erano prese gioco delle mie belle labbra da giovane trentenne.  Erano comodamente sedute sul mio viso. E lo rovinavano. Poi aguzzando bene la vista ho notato che  le altre, avevano deciso di adagiarsi intorno ai miei occhi. Fu per me un duro colpo. Io, che mi ero sempre vista giovane e bella, improvvisamente non sapevo più cosa sarei diventata. Una pianta grassa? Un soprammobile di ceramica antico?

Perché non vi avete avvisato prima? Eppure per anni ho trattato le vostre colleghe apparse prematuramente sulla mia fronte nel migliore dei modi.

Mettevo ogni giorno la crema di Chanel, il siero della Dior, e pulivo il viso tutte le sere.

Invece voi, non solo non avete avvisato, ma siete arrivate nel periodo peggiore della mia vita. Dopo essere tornata single.

Non si fa così.

Comunque, non vi ho sopportato dal primo sguardo: siete invadenti, poco leali e onestamente aggiungete nella mia vita solamente momenti di sconfinata amarezza. Voi mi ricordate ogni giorno il tempo che passa.

Così, ho dovuto cercare di nascondervi.

Ho iniziato a truccarmi di più, a mettere correttore come se piovesse e ad uscire di prima mattina con gli occhialoni stile Haudrey Hepbourn. Potevate andare da Belen? Lei rimane comunque una gnocca, anche con due zampe di gallina.

No. voi avete deciso di venire da me. E di nascosto, senza preavviso.

Ho dato fondo alla mia carta comprando le creme più costose che c’erano.

Vi ho bombardato di sieri allo ialuronico e di maschere idratanti. Lo ammetto, ho fatto anche la radiofrequenza. Ma tutto questo, durava poco. Perché al mio risveglio e senza gli aiuti del settore, ritrovavo sempre voi ad aspettarmi. Per colpa vostra sono dovuta andare in terapia, lo sapevate?

Un giorno un ragazzo di sedici anni mi ha chiamato “signora” e da quel momento niente è stato più come prima. Non sono bastate le vanz, il bomber da adolescente e il cappello con la visiera. Ho comprato anche dei rayban super stilosi. Ma nulla. Ormai ero entrata nel drammatico giro delle “signora si segga”.

E la colpa è chiaramente vostra.

Voi, che con la vostra perfidia rimanete lì ancorate tra i miei occhi verdi e le mie labbra a cuoricino. Voi che dopo aver fatto una notte in bianco siete ancora più incazzate. E se bevo non ne parliamo.

Per non parlare di quando mangio male. Siete sadiche, questo l’ho capito. Capisco che vi diverte andare in giro per la capitale a vedere monumenti, che apprezzate il mio lavoro perché vi permette di essere sempre informate su tutto, ma almeno quando esco con un ragazzo, potreste lasciarmi cinque minuti in pace?

Tutte le volte sono costretta nascondervi dietro a strati di cerone e il giorno dopo devo sgattaiolare in bagno per cercare di coprirvi prima che il malcapitato se ne accorga. Non siete per niente gentili con me. Son quasi certa che qualcuno lo avete fatto scappare.

Eppure, nonostante tutto, inizio ad abituarmi alla vostra presenza nella mia vita.

Anche se cerco di nascondervi. Ma siate oneste, lo sapete anche voi che non siete belle da vedere. Cioè, se siete due o tre va bene, ma quando c’è tutta la famiglia, non si può proprio. Vi ricordo che sono ancora single.

Qualche volta, quando mi osservo davanti allo specchio, noto che non mi fate più tanto effetto.

Anzi, aggiungete qualcosa al mio viso. Qualcosa che  mi rende più vera.

Rappresentate le esperienze vissute, le gioie negate, le lacrime cadute.

Siete la descrizione perfetta dei miei ultimi venti anni. Siete vita pura. Ricordi lontani, sprazzi di passato che mi ricordano ancora una volta che oguna di noi, è unica.

Unica con le mie imperfezioni e con voi. Voi, che segnate e disegnate silenziosamente il fascino della mi vita.

Siete il mio passato sul mio viso. Siete ricordi di magnifici momenti  lontani.

Forse lo avete capito prima di me. Avete capito che in questo mondo la perfezione altro non è che un chimera irraggiungibile  e che la grande fortuna è avere i nostri segni di “vita”.

E accettare che ad un certo punto, dobbiate arrivare per donare quel qualcosa in più.

Per cui vi perdono. Vi perdono per avermi resa meno bella, ma più consapevole che la bellezza a volte, può celarsi velatamente dietro a due piccole imperfezioni.

Ora non vi emozionate troppo.

Continuerò a mettere creme su creme e sieri di ogni tipo. Magari farò anche qualche filler. Ma state tranquille, farò sempre in modo, che rimaniate una parte di me.

Amichevolmente vostra,

The Pink Blonde Pepper

 

 

 

 

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